Black Kettle

Black Kettle (Motavato), Cheyenne del Sud, nato a Black Hills nel 1803, morto a Wahita nel 1868. I bianchi conobbero Black Kettle solo quando, quasi sessantenne, firm˛ il ritratto di Fort Wise, in Colorado, nel 1861. A quel tempo era il capo supremo della trib¨ dei Cheyenne del Sud. Era giÓ stato presente, dieci anni prima, alla stipula del trattato di Fort Laramie, ma come insignificante capo di secondo piano. Solo negli ultimi dieci anni di vita divenne il capo rispettato del suo popolo. Quanto si sa della vita di Black Kettle e quanto merita di essere citato fa riferimento, in linea di massima, a questo lasso di tempo.

Nel 1863 fece visita con Lean Bear, un altro capo dei Cheyennes del Sud, al presidente Lincoln. Insieme a un'onorificenza gli fu regalata una bandiera americana da guarnigione, con trentasette stelle, che issava con orgoglio ogni volta che impiantava un nuovo campo. Pochi anni pi¨ tardi avrebbe sperimentato sulla sua pelle quanto poco valesse quel pezzetto di stoffa colorato. Aveva ricevuto da Lincoln una lettera in cui gli confermava la sua stima e ribadiva che Black Kettle era un buon amico degli Stati Uniti, ma anche questo pezzo di carta si sarebbe poi rivelato privo di valore. Nel corso di una visita a Fort Larned, apprese con grande stupore che i soldati avevano attaccato dei pacifici Cheyennes. Lean Bear and˛ a trovare subito i soldati per mostrar loro la lettera e l'onorificenza, ma i soldati aprirono il fuoco, senza pensarci due volte e uccisero Lean Bear e i suoi accompagnatori.

Ne nacque un evidente scontro che si concluse solo con l'intervento di Black Kettle. I soldati e il loro comandante, il luogotenente Eayre, fuggirono verso il forte inseguiti dai Cheyennes furibondi. La morte del suo amico Lean Bear aveva scosso profondamente Black Kettle. Tuttavia era sempre propenso alla pace. Ma agli americani interessava poco: il colonnello Chivington, infatti, aveva ordinato a Eayre di uccidere qualsiasi Cheyenne che si fosse messo in evidenza. Invano William Bent, un bianco amico di Black Kettle che aveva sposato una donna Cheyenne, si adoper˛ per ottenere l'annullamento di quell'ordine disumano, ma Chivington, che un tempo era stato un predicatore metodista, si dimostr˛ inflessibile. Ne Black Kettle. ne William Bent potevano sapere che Chivington aveva elaborato con il governatore Evans il progetto di cacciare tutti gli indiani del Colorado.

Evans ebbe anche la sfrontatezza di mandare una circolare a tutti gli indiani con cui era in buoni rapporti, per invitarli a venire a Fort Lyon, per evitare che fossero aggrediti per errore, affermando, inoltre, che avrebbe combattuto fino al completo assoggettamento dei componenti bellicosi delle loro trib¨, a cui attribuiva spudoratamente la responsabilitÓ degli scontri. Ma i soldati non fecero distinzione alcuna tra indiani amici o nemici e combatterono tanto contro i Sioux che contro i Cheyennes e gli Arapaho. I guerrieri, da parte loro, naturalmente si presero la rivincita assalendo fattorie, stazioni di posta e carovane. Black Kettle volle seguire il consiglio di William Bent di recarsi con i suoi a Fort Lyon, ma non fu per˛ ascoltato dai suoi e non fu neppure in grado di impedire il continuare delle aggressioni.

A questo punto Black Kettle non aveva pi¨ credito fra i suoi, che avevano oltretutto trovato in Roman Nose, l'audace capo dei Crooked Lances (una specie di gruppo d'assalto dei Cheyennes) un idolo da seguire incondizionatamente. La voglia di pace di Black Kettle si spinse tanto in lÓ da arrivare a riscattare dai suoi stessi guerrieri quattro prigionieri, che lasci˛ tornare a casa liberi. Alla fine di agosto, il governatore Evans ordin˛ che fossero rinforzati tutti i presidi militari del Colorado e, in pi¨, diede il mandato di uccidere subito tutti gli indiani ostili che avessero incontrato. Black Kettle si consigli˛ con i suoi capi e decise di andare, accettando un nuovo invito del governatore, a Fort Lyon. Mand˛ una lettera all'agente Colley a Fort Lyon, in cui esprimeva il suo desiderio di pace e offriva, a riprova, uno scambio di prigionieri.

Il comandante del forte, maggiore Wynkoop, si rec˛ all'accampamento indiano con centoventisette uomini e alcuni Cheyennes che gli avevano consegnato il messaggio. Qualche giorno dopo si tenne un colloquio tra Black Kettle e il giovane ufficiale, inizialmente piuttosto diffidente. Vi presero parte anche alcuni altri capi, come Little Raven degli Arapaho. La diffidenza di Wynkoop scomparve e promise che si sarebbe adoperato per impedire che i soldati aggredissero le trib¨ Cheyennes. I capi avrebbero dovuto recarsi con lui a Denver, dove li avrebbe appoggiati nelle trattative con il governatore. Black Kettle accett˛.

Ci sono bianchi cattivi e indiani cattivi. Se le cose si sono messe in questo modo Ŕ colpa dei cattivi di entrambe le parti. Anche alcuni dei miei giovani guerrieri ne fanno parte. Ho fatto tutto ci˛ che potevo per impedire la guerra. Tuttavia i bianchi hanno la maggior parte delle colpe, perchÚ hanno dato inizio alla guerra e costretto gli indiani a imbracciare le armi.

by indianiamericani_altervista.org

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