Coda Maculata

Poiché, durante il viaggio verso il forte, sua figlia Yellow Buckskin Girl era morta, durante la prigionia di suo padre si era recata a Fort Leàvenworth e aveva fatto amicizia con alcuni ufficiali, ancora da giovinetta, quando si rese conto di essere prossima alla morte, chiese di essere sepolta al forte. Il suo desiderio fu esaudito e ricevette anche gli onori militari. Tuttavia suo padre dopo alcuni anni fece trasferire le sue spoglie nella sua riserva. In seguito Coda Maculata prese sempre più le distanze dai componenti guerrafondai della sua tribù e manteneva frequenti contatti con inviati di Washington e alti ufficiali americani. Nel 1868 firmò il trattato di Fort Laramie e diede visibilità alla sua gente con la scritta Spotted Tail Friendly Bona.

Era considerato uno dei capi Sioux più capaci, il che facilitò i suoi successi nel trattare con i bianchi, molti dei quali gli chiedevano consiglio e spesso si recava a Washington. Si oppose sempre con forza al progetto del governo di trasformare i Sioux in agricoltori. Riuscì persino a trasferire la sua riserva vicino a quella di Nuvola Rossa, anche senza avere un'approvazione ufficiale da parte delle autorità competenti. A trasferimento ultimato, si recò a Washington per legalizzarlo, seppure in ritardo. Il nuovo territorio era inadatto all'agricoltura motivo per cui l'astuto capo era riuscito a fermare i progetti del governo. Coda Maculata e Nuvola Rossa la pensavano nello stesso modo sui bianchi; in passato avevano talvolta avuto divergenze, il che non aveva però impedito loro di andare insieme a caccia di bisonti.

Quando il granduca di Russia Alexis visitò gli Stati Uniti, a Coda Maculata fu riservato l'onore di accompagnarlo alla caccia al bisonte e, al termine, il capo lo invitò a una folcloristica festa dei Brulé che entusiasmò l'ospite russo. Coda Maculata capì subito il vero scopo della spedizione di Custer del giugno 1876 nelle Black Hills. Infatti nel 1875, nel corso di un'accurata ricerca affidata al professor Jenny, era venuto a conoscenza di quali ricchezze nascondessero quelle montagne. Il suo modo di pensare addestrato a capire il mondo dei bianchi, gli permise, quando trattò la vendita, di formulare le sue richieste con esattezza e razionalità:

Incasseremo denaro finché vivremo se questa terra. Chiediamo che la cifra di acquisto sia stabilita dal presidente e che lui stesso ne definisca gli interessi. Desidero vivere esclusivamente con gli interessi di quella somma di denaro. La cifra deve essere quindi tanto elevata da permettere a tutti noi di vivere solo con gli interessi.

Non si giunse però ad alcuna vendita a causa delle offerte, basse in modo vergognoso, del governo americano e poco dopo Coda Maculata e Nuvola Rossa furono costretti a firmare un trattato per la cessione delle Black Hills, con la minaccia di interrompere il rifornimento di viveri. Gli avvenimenti del 1876, provocati dalla cupidigia degli americani per l'oro delle Black Hills, mise in agitazione naturalmente anche i Brulé, ma Coda Maculata riuscì a calmare la maggior parte dei suoi guerrieri, particolarmente i giovani, ed evitò che partecipassero ai combattimenti. Su richiesta del generale Crook, Coda Maculata, divenuto nel frattempo capo dell'agenzia dei Brulé e di Camp Robinson, riuscì a spingere suo nipote Cavallo Pazzo alla resa.

Il suo comportamento negli avvenimenti che portarono all'assassinio di suo nipote, può anche essere stato politicamente intelligente, ma gettano una pesante ombra sulla sua persona dal punto di vista umano. Quando il governo decise che i Brulé si spostassero sul Missouri, ancora una volta Coda Maculata si rifiutò di accettare le loro disposizioni e pose un ultimatum al governo:

Abbiamo la promessa del Grande Padre che in primavera ci saremmo spostati in una riserva di nostro gradimento. Aspetteremo ancora dieci giorni e se la parola del Grande Padre non verrà mantenuta, farò venire i miei giovani guerrieri che incendieranno questi edifici e se ne andranno. Ho scelto un altro luogo per il mio prossimo soggiorno, ci andremo e dovrete ordinarci di non andare lì, ne in nessun altro luogo!

by indianiamericani_altervista.org

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