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La battaglia di Wounded Knee


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Il Massacro di Wounded Knee o la battaglia di Wounded Knee è stato l'ultimo conflitto armato tra la Grande Nazione dei Sioux e gli Stati Uniti d'America. Esso avvenne il 29 dicembre 1890, quando 365 soldati del 7° Cavalleria Usa, sostenuti da quattro cannoni Hotchkiss, circondarono un accampamento di Miniconjou (Lakota) e Hunkpapa Sioux (Lakota) vicino a Wounded Knee Creek, South Dakota. L'esercito aveva solo l'ordine di scortare i Sioux alla ferrovia per il trasporto a Omaha, nel Nebraska. Un giorno prima però, i guerrieri sioux erano stati messi alle strette ed avevano deciso, soccombendo alla forza, di trasferirsi invece presso l'Agenzia di Pine Ridge nel Sud Dakota.

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Wounded Knee

Erano gli ultimi dei Sioux a farlo. Nel viaggio di trasferimento essi vennero raggiunti dal 7° Cavalleria, che intendeva disarmarli per renderli innocui. Durante il procedimento di disarmo uno dei Sioux, noto nella tribù come sordo e di nome Coyote Nero, non poté sentire l'ordine di abbandonare il suo fucile e restò riluttante nel solo seguire i gesti che lo invitavano a farlo. Seguì una zuffa per impadronirsi di quel fucile di Coyote Nero che sfociò subito in una battaglia a tutto campo, fra quei pochi guerrieri Sioux che avevano ancora le armi in mano ed il 7° cavalleria Usa, l quale aprì il fuoco indiscriminatamente da tutti i lati, uccidendo uomini, donne e bambini, come pure alcuni dei loro stessi commilitoni.

La cavalleria soffocò rapidamente il fuoco Sioux ed i Sioux sopravvissuti fuggirono. Subito vennero inseguiti, vennero raggiunti ed uccisi tutti pure se molti di essi erano disarmati. Alla fine, circa 150 fra uomini, donne e bambini dei Sioux Lakota perirono. Pure venticinque soldati morirono, alcuni vittime del fuoco amico, in quanto la sparatoria ha avuto luogo a bruciapelo in condizioni caotiche. Altri 150 Lakota si ritiene che siano fuggiti dal caos, ma tanti di essi, in numero imprecisato, morirono in seguito di malattia. Dopo il massacro di quel giorno, i soldati americani, privi di pietà, lasciarono morire i feriti nativi americani in una bufera di neve. Tre giorni dopo i soldati assunsero uomini civili per rimuovere i corpi dei morti e per seppellirli in una fossa comune. Si disse che alcuni degli americani, sia soldati sia civili, spogliarono i cadaveri dei loro vestiti e raccolsero alcuni dei loro oggetti personali come ricordo dell'occasione. Dopo quella sepoltura, gli americani si misero in fila e fecero le loro foto accanto alla fossa comune: venti medaglie d'onore vennero successivamente date ad altrettanti soldati americani che parteciparono a quel massacro.

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Nel 1903, compreso in parte l'orrore e la macchia degli autori del misfatto, venne eretto un monumento sul luogo della fossa comune, presso la quale si radunarono alcuni parenti degli uccisi per onorare le molte donne e bambini innocenti che non facevano nulla di male... e che vennero uccisi nel massacro. Oggi alcuni membri di quelle famiglie stanno ancora cercando il risarcimento da parte del governo degli Stati Uniti come eredi delle vittime, senza avere però alcun successo. L'incidente, come venne dopo chiamato, è oggi considerato da parte dello stesso esercito degli Stati Uniti, come l'episodio in cui siano state consegnate medaglie al posto del deferimento alla corte marziale, uno dei più gravi avvenimenti della intera storia della US Army.

Il sito della tomba è stato designato come monumento storico nazionale. Ma anche se il sito è elencato come un monumento storico nazionale, sul posto c'è ben poco per segnalare la sua presenza. Si può passare, guardare, ripassare, riguardare e non notarlo affatto. E se vi capita di sapere come trovare quel luogo con una mappa, non andateci dopo che è piovuto. Il National Park Service non ha pensato di aprire l'accesso alle automobili, la strada finisce ai piedi della collina e la strada sterrata che conduce in cima è spesso coperta dal alcuni centimetri di fango. Avrete bisogno di parcheggiare vicino al cartello che descrive il sito e camminare a piedi su una stradina non asfaltata, fino al luogo del massacro di centinaia di Lakota.

La protervia degli uomini bianchi rimane ancora oggi la stessa di quel lontano tempo: il sito del massacro di Custer (che ha perso la battaglia) ha non una sola ma ben due strade asfaltate preparate per raggiungerlo: una per visitare il centro e l'altra per visitare il monumento al 7° Cavalleria. Entrambe sono in ottime condizioni e sono previsti addirittura miglioramenti per il prossimo futuro.

In onore della diceria, divenuta luogo comune in quel tempo antico e rimasta sempre tale, che quando a morire erano i pellirosse si trattava di una grande vittoria dei soldati bianchi mentre quando a morire erano i soldati bianchi si trattava di un grande massacro, un giovane indiano Lakota, discendente da uno di quegli uccisi annientati, su un giornale online ha letto di recente su una pagina di turismo locale.: Gli Indiani hanno ucciso i soldati americani? Permetteteci di dirvi tutto e di farvi commuovere con grandi monumenti. I soldati americani hanno uccisi gli indiani? Chi se ne frega, come disse il mago alla strega, se volete sapere qualcosa andate a sporcarvi le scarpe su quella collina, noi non possiamo fornirvi altro!.

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