Gli inesorabili
Gli inesorabili. App software film

L'unica figlia di una famiglia di rancheri bianchi è in realtà un'orfanella pellerossa, ma i suoi tre fratelli lo ignorano. Quando la tribù dei Kiowa la reclama, esplode il dramma. Uno dei due western di Huston che lavorò nelle migliori condizioni possibili. In questa vicenda che capovolge quella di Sentieri selvaggi (1956) di John Ford, anch'esso ispirato a un romanzo di Alan Le May, il tema del razzismo è affrontato in modo indiretto, ma efficace: non contano il sangue e il colore della pelle quanto le affinità con una civiltà. La cultura pesa più della natura. Il tempo ha lavorato per il film invece di logorarlo: sono più evidenti le sue ambizioni di tragedia corneilliana (conflitti tra passioni e doveri); la simbiosi tra uomo e natura. A 54 anni Huston esordisce da regista di western, con un buon film, narrativamente e figurativamente efficace.

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