Mangas Coloradas

All'inizio i volontari di Carleton non ottennero risultati contro gli apache ma le cose cambiarono quando Mangas Coloradas decise, all'improvviso, di avviare trattative di pace con gli Americani. Questa decisione fu come un fulmine a ciel sereno per i suoi consiglieri che cercarono in tutti i modi di dissuaderlo, ma lui rimase ostinatamente fermo sulla sua decisione. Si è molto discusso su che cosa lo avesse spinto a farlo, forse perché stanco di combattere o per l'età avanzata o forse perché si era convinto che, nonostante i successi, non sarebbe stato possibile tenere gli americani lontano dal paese degli Apaches. I seri propositi di pace del capo furono però sfruttati dagli Americani con totale mancanza di scrupoli. Il capitano J. Walker e il colonnello E. D. Shirland elaborarono un piano per catturare Mangas Coloradas. Mandarono un messaggio in cui Shirland invitava il capo dei Mimbreno per trattare. I suoi vicecapi e gli stregoni lo misero in guardia da un agguato, ma inutilmente. Il 17 gennaio 1863 partì, accompagnato da quindici guerrieri. Shirland e la sua compagnia di volontari avevano posto il campo non lontano da Fort McLean. Uno degli uomini di Walker andò incontro agli apaches e li salutò con la mano alzata in segno di pace.

Mentre i guerrieri si guardavano intorno diffidenti il capo scambiò alcune parole con gli americani e ordinò ai suoi di tornare indietro. A lui era stato promesso che avrebbe potuto andarsene liberamente nel giro di due giorni. Ma, non appena gli apaches furono scomparsi, i soldati circondarono Mangas Coloradas che, data la superiorità numerica, ritenne insensato resistere e fu quindi catturato e portato al campo. Walker e Shirland erano troppo codardi per farsi vedere, ma il grande capo indiano, che sapeva bene quale sarebbe stato il suo destino, si sedette con calma stoica davanti al fuoco e si addormentò. Walker e Shirland avevano subito comunicato al comandante del Forte, capitano J. R. West, il loro atto eroico. Quando West arrivò e vide il capo indiano addormentato, diede questo ordine alle due sentinelle Collyer e Mead:

Uomini, questo vecchio assassino è sfuggito a ogni azione militare, ha lasciato dietro di sé una scia di sangue lunga 500 miglia. Domani mattina presto voglio averlo morto. Voglio che domani mattina sia morto!

Le due sentinelle capirono, uno di loro mise la sua baionetta sul fuoco finche non fu incandescente, poi la conficcò nella gamba del prigioniero che si alzò urlando, e allora i due assassini gli spararono. Scaricarono le loro pistole sulla vittima indifesa, che giaceva a terra coperta di sangue. Il temuto capo degli Apaches era morto. Il capitano John C. Cremony, un vecchio avversario del capo e poi agente per gli Apaches, capace di essere obiettivo nei suoi giudizi e che aveva molto apprezzato la personalità di Mangas Coloradas ebbe a dire:

Era l'apache più grande e dotato del XIX secolo. I suoi piani intelligenti dimostrano che aveva una prudenza da uomo di stato superiore a lutti gli altri indiani del nostro tempo. Sapeva tenere insieme molti gruppi del suo popolo come nessuno dei suoi predecessori e riusciva a convincerli della necessità di stare insieme per conseguire una maggiore forza comune. La sua influenza fu superiore a quella di qualsiasi altro indiano del suo tempo: possedeva molte buone qualità ma era anche spietato e crudele come il più feroce degli animali feroci. Con i nomi delle sue vittime si potrebbe riempire un libro, tuttavia le sue imprese di guerra sono straordinarie. Con la sua spietata condotta di guerra rese una regione, grande quanto il doppio della California, un desolato deserto.

Dopo la morte di Mangas Coloradas nessun capo riuscì più a riunire così saldamente tra loro gli Apaches, anche se alcuni altri capi ottennero successi incredibili contro Americani e Messicani. Uno dei più validi alleati di Mangas Coloradas fu suo genero, il capo Chiricahua Cochise.

by indianiamericani_altervista.org

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