Osceola

Osceola (Asi-yaholo). Seminole. Nato sul fiume Tallapoosa nel 1800, morto a Fort Moultrie nel 1838. Osceola era nato come indiano dei Creek: dopo la morte di suo padre in combattimento, sua madre aveva sposato un commerciante bianco di nome William Powell. Si è spesso detto che il padre di Osceola fosse un mezzosangue di origine scozzese, ma Osceola lo smentì sempre:

Nessun sangue straniero scorre nelle mie vene, sono un puro Muskogee!

Parecchi bianchi e indiani che lo conobbero bene confermano la veridicità di queste parole, convalidata anche dal fatto che Osceola non ebbe mai dimestichezza con la lingua inglese. Fu sempre fiero di essere un indiano:

Sono forse un negro, uno schiavo? La mia pelle è scura ma non nera, sono un indiano, un Seminole. I bianchi non possono farmi diventare più scuro. Farò diventare l'uomo bianco rosso di sangue e lo farò poi diventar nero al sole e sotto l'acqua, dove il lupo rosicchierà le sue ossa e la iena divorerà la sua carne.

Quando anche il secondo marito morì, sua madre andò con il figlio nella Florida del Nord, da cui fu spinta più a sud per le incursioni dei mercanti di schiavi, nel 1812. Nel 1818, Osceola e sua madre furono fatti prigionieri da Jackson e liberati solo dopo essersi impegnati a emigrare in Georgia. In ogni caso si spostarono per stabilirsi infine nella regione di Silver Spring. In questa zona venne fondata un'agenzia indiana, conosciuta come Fort King, e ne fu nominato capo il generale Thompson. Quando la tensione aumentò, il governo vi mise un presidio militare (1827). Nel frattempo Osceola si era fatto un nome tra i Seminole come abile cacciatore e ottimo oratore e anche l'Agenzia lo stimava per la sua disponibilità a operare per una convivenza amichevole tra bianchi e indiani. Osceola deve esclusivamente alle sue straordinarie capacità la sua ascesa a capo dei Seminoie, in quanto la dignità di capo non gli era stata conferita ne l'aveva ereditata.

Come già Pontiac e Tecumseh, si segnalò subito come giovane guerriero; nel 1819 combatté la prima guerra dei Seminole contro il generale Jackson. Nonostante la sua origine era totalmente legato alle tradizioni dei Seminole e da una di queste usanze deriva anche il suo nome: Asi, che indicava una bevanda scura fatta con foglie di palma, usata nelle cerimonie. I guerrieri, dopo aver bevuto la bevanda lanciavano urli prolungati il cui suono era all'incirca Yaholo, che corrispondeva al nome della divinità a cui era dedicata la cerimonia. Dal momento che Osceola era in grado di consumare quantità rilevanti di questa bevanda, gli fu dato il nome di Asi-yaholo che fu poi deformato dai bianchi in Osceola. L'atteggiamento conciliante di Osceola si trasformò in accanita ostilità quando la sua seconda moglie, Che-cho-ter, madre di parecchi dei suoi figli, fu rapita da mercanti di schiavi e le sue giuste e vibrate proteste furono completamente ignorate dal generale Thompson e, incredibile, egli stesso fu preso e messo in prigione.

Dopo la sua liberazione stabilì che avrebbe fatto di tutto per vendicare questa offesa grazie anche al fatto che la sua influenza, nel frattempo, era cresciuta a tal punto che poteva senza dubbio anche non tener conto delle decisioni del capo supremo Micanopy. Nel 1832 fu firmato il trattato di Payne Landing, in cui i Seminole si erano impegnati ad emigrare a est e a vivere con i Creek, che in quel momento erano loro nemici, nella stessa riserva. Per formare una commissione per avere una perizia del territorio erano naturalmente stati scelti capi con cui si credeva di poter avere buon gioco. Uno di questi era Charlie Emathla. Dal momento però che il trattato non era stato accettato dalla maggior parte delle tribù, non accadde nulla e quindi, nel 1834, ebbero luogo numerosi incontri tra americani e Seminole che però non portarono ad alcun risultato. Nel febbraio del 1835, il generale Church invitò gli Indiani a lasciare la Florida ma di nuovo non accadde nulla.

by indianiamericani_altervista.org

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