Osceola

Durante le trattative per l'armistizio, un'altra spedizione al comando del generale Clinch torn˛ e aprý subito il fuoco, due indiani e un nero, membri della delegazione, rimasero uccisi. Osceola riuscý a fuggire con gli altri delegati. Il generale Gaines, a causa di quest'inutile azione, fu degradato. Durante tutto il 1836, Scott non ottenne alcun successo, per questo il comando cambi˛ ancora una volta e divenne comandante supremo il generale Jesup, che promise agli indiani che anche i Seminole dalla pelle scura, che finora erano sempre rimasti esclusi dal trattato, avrebbero potuto trasferirsi, ma Osceola rifiut˛.

Il generale Jesup aveva ora a disposizione ogni mezzo per raggiungere il successo che era stato negato ai suoi predecessori. Nel settembre del 1837, il capo Hemita Imathla, con trentacinque guerrieri, cadde nelle mani degli americani. Mand˛ un messaggio a Osceola in cui lo pregava di avviare delle trattative e Osceola, che allora doveva giÓ essere affetto dalla malaria, concord˛ un incontro con il generale Jesup a Three Pines, a sette miglia da Saint Augustin. Al punto stabilito per l'incontro si appost˛ un gruppo di soldati americani al comando del colonnello Ashby: Osceola fu attaccato proditoriamente e trascinato, prigioniero, in un meschino trionfo e, a causa della sua malattia, non potŔ essere portato oltre Fort Moultrie, nella Carolina del Sud. Catlin, il famoso ritrattista di indiani, lo visit˛ a Fort Moultrie nel 1838 e nelle sue memorie descrisse gli ultimi giorni di Osceola. Cinque giorni prima della morte di Osceola, Catlin termin˛ il ritratto del grande condottiero Seminole.

Questo giovane uomo ha senza dubbio un carattere fuori dal comune, che negli ultimi anni l'ha fatto conoscere a tutti e per cui Ŕ stato l'indiscussa guida spirituale della trib¨ dei Seminole, nonostante non fosse un capo... In base a quanto ho visto e udito da Osceola stesso e dai capi intorno a lui, sono del tutto convinto che fosse un uomo fuori dal comune che avrebbe meritato un destino migliore... Di taglia media, si muove con agilitÓ ed eleganza, ha bei lineamenti e un sorriso dolce. Il suo carattere, poi, Ŕ tanto particolare che si potrebbe cercare nel mondo intero senza trovarne uno simile.

II suo portamento doveva essere regale, sottolineato dallo sguardo penetrante dei suoi occhi neri. Il 30 gennaio 1838, Osceola morý per un'infiammazione acuta della gola. Le sue spoglie ricevettero gli onori militari. Il suo medico, il dottor Frederick Weedom, tenne la testa per sÚ; testa che, pi¨ tardi, fu conservata a New York in un istituto di medicina, dove and˛ distrutta, nel 1866, in un incendio. Quando una commissione con a capo John Ross, capo supremo dei Cherokee, scoprý e rese noti i dettagli sulla cattura di Osceola si lev˛ un'ondata di indignazione, in parte anche tra gli Americani, specie nei confronti del generale Jesup per la sua meschina condotta. La sua difesa fu lapidaria:

Se il trasferimento non Ŕ un'ingiustizia non lo Ŕ neppure il rapimento di Osceola.

Se si considera la politica indiana del governo questa obiezione Ŕ purtroppo giustificata. Osceola, grazie al suo ardimento, godeva di grande considerazione anche tra parecchi abitanti delle cittÓ dell'Est. Il suo ardimento non si era mai trasformato in brutalitÓ, la sua considerazione nei confronti di donne e bambini si fondava sul profondo affetto per la sua famiglia. Come uomo di stato non lo si poteva paragonare con Tecumseh in alcun modo (una politica spietata non gli permise di dimostrare tali capacitÓ), come stratega per˛ era almeno alla pari con Tecumseh, se non addirittura superiore. La sua memoria fu onorata non solo con un monumento funerario a Fort Moultrie, ma fu dato il suo nome a diciotto cittÓ, grandi e piccole, a tre distretti, a dei laghi e a una montagna.

I Seminole rimasti in Florida si ritirarono sempre pi¨ nelle paludi e in seguito non furono pi¨ disturbati. Ancor oggi i loro discendenti vivono in Florida e sottolineano con orgoglio di non essersi mai sottomessi agli Stati Uniti. I Seminole devono ringraziare per questa gloria, unica tra le trib¨ indiane dell'America del Nord, in buona parte il loro geniale capo Osceola che, anche dopo la sua morte, continu˛ a rappresentare il simbolo di libertÓ, di indipendenza e di volontÓ di resistenza del suo popolo!

by indianiamericani_altervista.org

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