Pocahontas

Pocahontas (Matoaka), Powhatan, nato nel 1597, morto a Gravesend (England) nel 1617. Il capitano Smith aveva ricevuto quello stesso anno, il 1607, l'incarico di esplorare ulteriormente il paese e al tempo stesso di cercare un passaggio per l'India. Nel corso di uno di questi viaggi fu sorpreso sul fiume Chickahominy da Opechancanough e fatto prigioniero. I suoi compagni trovarono la morte e egli stesso fu portato come un trofeo a Werowacomoco e interrogato. Il capitano Smith raccontò più tardi:

Powhatan sedeva su un attrezzo simile a un letto, avvolto in una pregiata pelliccia. Alla sua destra e alla sua sinistra sedevano due giovani fanciulle'... Ai lati della casa sedevano due file di uomini e dietro di loro altrettante donne. Spalle e teste erano dipinte di rosso. Tutti avevano un ornamento sul capo, per lo più piume bianche e una lunga collana di perle al collo... Dopo una lunga discussione furono poste due grandi pietre davanti a Powhatan. Un gruppo di guerrieri mi trascinò al luogo dell'esecuzione, mi fece appoggiare il capo sulle pietre e stavano per colpire il mio cranio con le loro clave, quando Pocahontas, la figlia prediletta del re indiano, le cui suppliche erano rimaste fino ad ora inascoltate, si alzò e venne verso di me, strinse il mio capo tra le sue braccia e vi appoggiò sopra il suo, per salvarmi. Il re era soddisfatto: io dovevo rimanere in vita.

Poiché Smith aveva scritto nelle sue memorie di essere stato salvato in un modo simile durante la sua prigionia in Turchia, spesso sono stati sollevati dubbi sulla veridicità di questo avvenimento. Occorre ricordare che a quei tempi era assolutamente normale che un prigioniero fosse richiesto per sé da una donna della tribù e che poteva essere salvato in questo modo. Il 10 settembre 1608, il capitano Smith fu eletto governatore della colonia. Una colonia dove, comunque, i coloni dovettero sempre lottare con la mancanza di provviste, perché il commercio con gli indiani non funzionava ancora come avevano immaginato. Uno dei primi compiti ufficiali del capitano Smith era di eseguire l'ordine di re Giacomo i di incoronare Powhatan re e di ricompensarlo con grande munificenza. Temeva, infatti, che altrimenti la spiccata autocoscienza tipica dei capi indiani sarebbe aumentata e avrebbe potuto disturbare il rapporto con i bianchi, fino ad allora piuttosto amichevole. Smith si recò di persona da Powhatan per invitarlo a Jamestown. Ma questi rifiutò orgogliosamente:

Anch'io sono un re e questo è il mio paese. Rimarrò qui otto giorni e aspetterò gli ambasciatori del vostro re.

Nel 1609, Powhatan fu incoronato re con una cerimonia che egli stesso non prese del tutto sul serio pur senza che avesse idea di cosa fosse un regno europeo e conoscesse il significato di una vera corona. Nonostante l'incoronazione di Powhatan non si era concretizzato un commercio regolamentato, anzi Powhatan proibì alla sua gente di vendere provviste ai bianchi, ma non trovò un consenso unanime tra la sua gente. Fu così che giunse un messaggio di Powhatan a Smith con l'offerta di un carico di mais in cambio di cinquanta spade, armi da tiro e pentole di rame e che, inoltre, gli venissero messi a disposizione alcuni operai.

Smith mandò subito tre artigiani tedeschi e due inglesi dagli indiani e si incamminò con alcuni dei suoi verso Werowacamoco. Powhatan lo accolse freddamente e si comportò come se non sapesse nulla della sua offerta. Smith si adirò e fece presente che i coloni avrebbero usato personalmente le armi offerte, poiché altrimenti sarebbero morti di fame. Tuttavia non avrebbe voluto rompere l'amicizia se Powhatan non gliene avesse dato motivo. Questi ascoltò attentamente e promise che avrebbe portato il carico di mais nel giro di due giorni. Spiegò con queste parole la sua posizione:

Capitano Smith non posso riceverti amichevolmente come al solito, perché sono venuto a sapere che vuoi conquistare il mio paese. Per questo motivo la mia gente non osa avvicinarsi con il mais; ti prego di riporre le armi che, poiché siamo fra amici, sono superflue.

by indianiamericani_altervista.org

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