Pocahontas

La principessa, che nel corso degli anni si era mantenuta fedele ai coloni, si trovava nel 1612 in visita da Japazaw, il capo dei Potomac. Argall corruppe Japazaw affinchè attirasse Pocahontas sulla sua nave, ancorata nelle vicinanze. L'avido capo accettò, il colpo riuscì e Argall portò subito Pocahontas a Jamestown. I coloni esultarono e inviarono messaggeri a Powhatan. Pretendevano, niente meno, che il re indiano consegnasse tutti i suoi prigionieri e restituisse tutte le armi che aveva preso ai bianchi. Dopo tre mesi non avevano ancora ottenuto alcuna risposta. Poi giunsero parecchi indiani portando vecchi fucili e cinquecento stai di mais. I rapitori, però, insistettero nella loro iniziale richiesta portando Powhatan all'esasperazione.

Si verificarono numerosi incidenti e, alla lunga, agli inglesi sarebbe andata molto male se Pocahontas, durante la sua prigionia, non si fosse innamorata di John Rolfe, un giovane nobile. È vero che era sposata con un guerriero di nome Kocoum, ma pare che anche allora non si andasse troppo per il sottile. John Rolfe era del resto il primo coltivatore di tabacco in Virginia, attività che avrebbe avviato il risanamento economico della colonia. L'adirato Powhatan diede il suo consenso e inviò tre suoi parenti, come suoi rappresentanti, al matrimonio che fu celebrato con grande sfarzo nell'aprile del 1613. Poco prima Pocahontas era stata battezzata con il nome di Rebecca, un nome ben poco altisonante.

Nel 1616 la coppia fece un viaggio in Inghilterra. Dale designò un successore e viaggiò con loro e così anche alcuni parenti di Pocahontas. Naturalmente in Inghilterra la principessa si trovò al centro dell'interesse! John Smith, inoltre, scrisse alla regina Anna elogiando i meriti di Pocahontas che fu quindi ricevuta in udienza dalla regina. L'arcivescovo di Londra organizzò per lei un festoso benvenuto e i pittori a corte fecero di tutto per ritrarla. Incontrò anche John Smith, sua vecchia conoscenza, che ora chiamava padre. Quando quest'ultimo non volle accettare questo appellativo, poiché in fin dei conti si trattava della figlia di un re, ella rispose:

Allora, quando venisti nella terra di mio padre spaventando tutta la sua gente, tranne me, non ti sei intimorito e ora ti spaventi se ti chiamo padre? Ti dico che lo voglio e voglio che tu mi chiami figlia e per questo desidero essere sempre ed eternamente tua pari.

John Rolfe insegnò a sua moglie la lingua inglese e la istruì per tutte le cose importanti della vita di società. Si racconta che Pocahontas, quanto a comportamento, non fosse inferiore ad alcuna lady inglese. La sua felicità fu completa quando partorì un figlio che fu battezzato con il nome di Thomas. Nella primavera del 1617, la giovane famiglia decise di tornare in Virginia, ma poco prima Pocahontas si ammalò di vaiolo, contro cui, come indiana, non aveva alcuna resistenza. Morì l'11 aprile di quell'anno e fu sepolta nella chiesa di Gravesend. Nel registro della chiesa di Gravesend si legge la seguente registrazione:

II 2 maggio 1616, Rebecca Wrothe, moglie del gentiluomo Thomas Wroth, una signora nata in Virginia è stata sepolta sotto questa lapide.

Suo figlio Thomas rimase in Inghilterra e fu allevato da suo zio Henry. John Rolfe tomo in Virginia e divenne un alto funzionario a Jamestown. Alcuni anni dopo anche Thomas Rolfe andò nella patria di sua madre e divenne comandante di Fort James, sul fiume Chickahominy. Vi portò censo e ricchezza. Una delle più distinte famiglie americane, i Randolph, fanno risalire a lui la propria discendenza e si mostrano sempre fieri di Pocahontas, la loro capostipite indiana. Un anno dopo la scomparsa di sua figlia, morì anche Powhatan. Fino all'ultimo era riuscito ad evitare conflitti con i bianchi. Gli successe Opechancanough che cominciò a diffidare sempre di più dei bianchi, che continuavano ad espandersi.

Il 1° aprile 1622 li attaccò e ne uccise più di trecento ma fu ripagato con uno spaventoso massacro al fiume James. Il vecchio capo dissotterrò ancora l'ascia di guerra nell'anno 1644, ottenendo all'inizio anche dei successi, ma fu poi fatto prigioniero e trascinato a Jamestown. Qui i vincitori assetati di vendetta lo chiusero in una gabbia e lo esposero al dileggio della plebaglia bianca e qui, l'eroe di guerra, ormai novantenne, trovò una morte umiliante che certamente non meritava. Così la potenza della Confederazione dei Powhatan si era dissolta. Di queste tribù, una volta potenti, rimane oggi ben poco, per lo più meticci, risultato dell'incrocio con i neri. Devono ringraziare in buona parte Pocahontas, la bella figlia del loro re Powhatan, se il loro nome non è stato completamente dimenticato.

by indianiamericani_altervista.org

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