Rain in the Face

Rain in the Face (Ite-O-Magazu), Hunkpapa, nato a fiume Cheyenne nel 1842, morto a Standing Rock nel 1905. Rain-in-the-Face era un Hunkpapa purosangue e si conquistò onore e rispetto con uno straordinario valore che potè dimostrare, già da molto giovane, in combattimento contro i Corvi e altri tradizionali nemici dei Sioux. Le sue capacità di combattente gli permisero di superare l'handicap di non provenire da una famiglia di capi: ben presto, infatti, fu alla guida di un suo gruppo di guerrieri. Il suo nome inconsueto, praticamente intraducibile (talvolta si è tentato di tradurlo con "faccia di pioggia") deriva da un episodio accaduto durante una battaglia: un improvviso scroscio di pioggia sconvolse i piani accuratamente preparati e li cambiò parzialmente.

Questo episodio è ricordato nel suo nome. Il primo scontro con i bianchi a cui Rain-in-the-Face prese parte fu il massacro di Fetterman, nel dicembre 1866. Nel 1868 fu ferito in una battaglia a Fort Totten, in Dakota. Negli anni seguenti partecipò a numerose scaramucce tra Sioux e soldati americani. Nel 1873 il generale Stanley condusse una spedizione nel territorio dello Yellowstone a cui prese parte anche G.A.Custer. Un anno dopo divenne famoso per una dimostrazione di coraggio: nel corso di un'esibizione di coraggio i guerrieri venivano appesi a un'impalcatura con delle corde e dovevano rimanervi finché le corde non si fossero strappate. Durante la prova per dimostrare il proprio coraggio non si doveva dare alcun segno di dolore.

Le corde di Rain-in-the-Face si strapparono molto presto e Toro Seduto, il capo stregone, decise di sottoporlo a un'altra prova: gli praticarono dei tagli sopra le reni, vi infilarono delle corde e fu di nuovo appeso all'impalcatura, dove rimase appeso per due giorni, rievocando le sue azioni di guerriero. Uno scout di Custer che si trovava nelle vicinanze potè assistere e, tornato a Fort Lincoln, ne informò Custer. Il 14 dicembre 1874, Rain-in-the-Face fu arrestato e messo in carcere dal colonnello Thomas Custer, fratello del famigerato persecutore degli indiani, nella riserva di Standing Rock. Nella primavera 1875, riuscì però a fuggire e, deciso a uccidere Thomas Custer, si unì a Toro Seduto. A capo del suo gruppo di guerrieri hunkpapa, composto da audaci giovani guerrieri, combattè nella battaglia del Little Big Horn, dove si distinse per valore. Nel 1903, il giornale Outdoor Life pubblicò un'intervista in cui Rain-in-the-Face parlò della battaglia del Little Big Horn:

Quella notte comparve Toro Seduto e tenne un discorso, nel corso del quale esclamò: «Vi ho predetto l'esito della battaglia... La mia medicina ha reso i vostri cuori forti e coraggiosi». Parlò a lungo. Tutti gli Indiani gli attribuirono la vittoria e non invidiarono la sua fama, perché la sua medicina aveva fatto vincere la battaglia. In ogni caso non partecipò direttamente allo svolgimento della battaglia e quella stessa notte Fiele lo rimproverò: «Mentre noi combattevamo, tu hai pregato, il risultato dello scontro sarebbe stato lo stesso, in ogni caso». Da quel momento si odiarono.

In combattimento Rain-in-the-Face riuscì anche a tener fede al suo giuramento di uccidere Thomas Custer:

by indianiamericani_altervista.org

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