Rain in the Face

Poi vidi Little Hair e mantenni subito il mio giuramento. Sapevo che in battaglia non mi sarebbe capitato nulla perché portavo il mio amuleto, la coda di una donnola bianca. Non ricordo quanti soldati dovetti uccidere per raggiungerlo. Mi riconobbe. Lo chiamai e lo derisi. Le sue labbra si mossero, ma nel frastuono della battaglia non riuscii a sentire la sua voce. Aveva paura, e quando fui abbastanza vicino gli sparai con la pistola. Molti furono i dubbi sollevati sull'autenticità di questo racconto. Effettivamente da un esame più attento si rilevano parecchie contraddizioni. Un amico di lunga data di Rain-in-the-Face, il fotografo David F. Barry, così scriveva nel 1905 su questo argomento:

Fu un grande indiano, che però venne diffamato in molte occasioni, anche pesantemente. È difficile contestare che abbia ucciso Custer e che gli abbia strappato il cuore perché è un fatto conosciuto ovunque, tuttavia io ho verificato questa storia personalmente già da tempo e ho scoperto che non risultava confermata. Rain-in-the-Face me ne ha parlato spesso. Era preoccupato del fatto che la gente potesse considerare realmente accaduto questo episodio!

A questo proposito è stato anche avanzato il sospetto che Rain-in-the-Face non avesse proprio preso parte alla battaglia del Little Big Horn e che in quel momento si trovasse a molte miglia di distanza dai combattimenti, ma questo non è sicuramente vero. Occorre inoltre tener conto dello scarso amore per la verità dei Sioux, confermato anche dal detto mente come uno Sioux. Del resto anche l'amore per la verità dei bianchi, con cui gli indiani avevano a che fare, non era poi molto grande e certo non autorizzava giudizi certi in materia. Rain-in-the-Face rimase con Toro Seduto anche quando questi si trasferì in Canada.

Nel 1880 si recò dal generale Miles a Fort Keogh, nel Montana, e da allora si stabilì nella riserva di Standing Rock. Durante l'esposizione mondiale tornò alla ribalta e firmò copie della famosa poesia di Longfellow The Revenge of Rain-in-the-Face. I visitatori si meravigliarono di quell'uomo ancora prestante, che conosceva non più di una ventina di parole inglesi, ma che capiva tutto ciò che veniva detto intorno a lui. Rain-in-the-Face morì a sessantatre anni. Della sua dipartita racconta il suo amico Barry:

II 12 settembre 1905, dieci minuti prima di morire, volle dirmi addio e stringermi la mano. Volle pregare e promise che nell'aldilà avrebbe fatto per me tutto ciò che gli sarebbe stato possibile. Il selvaggio Rain-in-the-Face, di cui ancor oggi parlano canzoni e leggende, era così. Non ho mai avuto un amico più fedele e sotto la sua dura scorza aveva un grande cuore.

by indianiamericani_altervista.org

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