Re Filippo

Quando gli Inglesi giunsero per la prima volta in questo paese, non erano che un pugno di persone disperate. Mio padre li ha aiutati, per quanto poteva. Ma ne vennero sempre di più. I consiglieri di mio padre cominciarono a preoccuparsi e lo pregarono di annientarli tempestivamente, prima che diventassero troppo forti. Poi avrebbero infatti potuto depredare gli indiani del loro paese e imporre le loro leggi. Mio padre non li ascoltò e rimase loro amico. Purtroppo l'esperienza ha dimostrato quanta ragione avessero i suoi consiglieri.

Che il grande capo degli indiani del New England, oltre che truce eroe di guerra, avesse le sue piccole debolezze lo dimostra una strana richiesta che Re Filippo inviò con un messaggio personale al capitano Hopestill Forks a Dorchester:

Egregio signore!. Abbia la bontà di ricordarsi che, quando ci incontrammo a Wading River, mi aveva promesso sei libbre di merci diverse. Ora io le chiedo di farmi avere a mezzo di questo indiano cinque iarde di lana chiara per un mantello, una camicia olandese ben rifinita e un paio di pantaloni indiani: ho bisogno di tutto ciò. Per questo la prego, egregio signore, di mandarmi queste cose con l'indicazione del prezzo; inoltre seta, bottoni e sette iarde di passamaneria ornamentale. Non voglio disturbarla oltre.

Firmato Re Filippo, sua Maestà P.P. Mount Hope, 15 maggio 1672.

Fu un particolare avvenimento a gettare la scintilla nel barile di polvere da sparo: John Sassamon, un Wampanoag battezzato, che aveva vissuto per qualche tempo con gli inglesi ed era il segretario privato di Re Filippo, rivelò i piani del suo capo agli inglesi. Gli fu promesso che sarebbe stato mantenuto il silenzio, dopo di che egli abbandonò Re Filippo e tornò a Middlesborough come predicatore. Poco dopo fu trovato morto sotto il ghiaccio di uno stagno, vicino a Plymouth. La cattiva coscienza fece sospettare ai bianchi la verità: furono fatti prigionieri tre guerrieri, tra i quali Tobias, un consigliere di Re Filippo, che vennero giudicati e giustiziati. Re Filippo era adirato per la nuova ingerenza dei bianchi in faccende indiane e diede l'ordine di aprire le ostilità:

Fratelli, vedete davanti a voi questo grande paese, che il Grande Spirito ha dato ai nostri padri e a noi: vedete cervi e bufali, di cui viviamo. Fratelli, vedete le nostre donne e i nostri bambini, che senza di noi patirebbero fame e freddo. Voi vedete ora anche il nemico che diventa sempre più ardito e insolente, che ignora le nostre antiche usanze, rompe i trattati nostri e dei nostri padri, ci offende nel modo più grave... sotto i nostri occhi i nostri fratelli vengono macellati e le loro anime esortano a vendicarli. Fratelli, questi uomini che vengono da un mondo straniero, abbatteranno i nostri alberi, distruggeranno la nostra cacciagione e i nostri campi e cacceranno noi e i nostri figli dalle tombe dei nostri padri e dai fuochi dei nostri raduni; faranno schiavi le nostre donne e i nostri bambini!

Il destino di Re Filippo fu strettamente legato a quello del suo compagno di lotta Canonchet, il nobile capo dei Narraganset, per tutta la durata degli avvenimenti successivi che, nella storia del New England, prendono il nome di Guerra di Re Filippo.

by indianiamericani_altervista.org

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