Stand Watie

Stand Watie (De-gata-ga), Cherokee, nato a Rome nel 1806, morto a Honey Creek nel 1871. Stand Watie era figlio di Uweti, un cherokee conosciuto, nei pressi del fiume Coo-sa-wa-tee, anche con il nome di David-oo-Wa-tee. Sua madre, Susannah Reese, era per metà indiana e proveniva da una buona famiglia della Carolina del Nord, i Reese. Da ragazzo Stand Watie portava il nome di Ta-ker-taw-ker che sta all'incirca per incrollabile certezza. Frequentò la scuola della missione Brainerd e si mise in luce come eccellente cavaliere e giocatore di pallone. Fino al suo dodicesimo anno di età non parlava che la lingua dei Cherokee. Aveva parecchi fratelli fra cui uno più grande, Buck Watie, che poi prese il nome del suo benefattore Elias Boudinot.

Nel 1829, Stand Watie, come si chiamava allora, divenne segretario della Corte Suprema dei Cherokee, ufficialmente riconosciuta anche dagli Americani. Elias Boudinot, nel 1828, fu nominato editore del giornale Cherokee Phoenix; quando nel 1832 si mise in viaggio verso est, Stand Watie prese il suo posto. Quando i contrasti ali'interno della tribù divennero più acuti, John Ross licenziò Bondinot e mise al suo posto Elijah Hicks, a lui gradito. Watie e Bondinot non volevano certo lasciarsi liquidare e quindi, con l'aiuto delle autorità della Georgia, occuparono la redazione del Phoenix, che da quel momento rappresentò il loro pensiero politico.

Tuttavia molti Cherokee rimasero diffidenti nei confronti del Treaty Party. John Ross era dell'idea che l'unità dei Cherokee dovesse essere mantenuta a ogni costo e che non si dovesse in nessun caso approvare il trasferimento nella riserva. Non riuscendo a imporre la propria idea, i membri del Treaty Party decisero di agire unilateralmente. I capi firmarono il trattato di New Echota, il 28 dicembre 1835, con cui vendevano le terre dei Cherokee per cinque milioni e settecentomila dollari. Anche Major Ridge, zio di Stand Watie e di Elias Boudinot, sottoscrisse con il suo nome il trattato, nonostante avesse chiesto con veemenza, nel 1829, la pena di morte per tutti quelli che avessero venduto terre ai bianchi e aveva poi egli stesso infranto la legge.

Era rimasto scosso dalla minaccia di Jackson che, nel 1834, per incarico deWIndian Removal Bill (avuto già nel 1830) rese nota la sua intenzione di cacciare con la forza i Cherokee oltre il Mississippi. Ma alla fine negli americani con sentimenti umani si risvegliò la coscienza. Quando il deputato Davy Crockett attaccò duramente il suo vecchio compagno di battaglie, suscitò molto scalpore esclamando che era giunto il momento di togliere la polvere dalle scarpe di questo paese in cui la libertà sembrava valere tanto poco e in cui non valeva ormai più la pena di vivere. Quando, nel 1838, il presidente succeduto a Jackson, Martin Van Buren, firmò il decreto di trasferimento e ottenne l'approvazione della maggior parte di deputati, Crockett rimise il suo mandato, poiché riteneva di non poterlo più rappresentare decorosamente.

Tutti gli sforzi erano dunque stati vani. Quando una parte di Cherokee si trasferì volontariamente a ovest, il generale Winfield Scott occupò le terre dei Cherokee e cacciò con la forza tutti gli Indiani. Vi furono scene indescrivibili. Chi tentava di difendere la propria casa venne ucciso a colpi d'arma da fuoco o trafitto con le baionette. Gli indiani dovettero assistere esterrefatti allo spettacolo dei bianchi che entravano nelle loro case e si impossessavano delle loro povere cose con la protezione dell'esercito americano. A nulla valsero le proteste di Major Ridge. Qualcosa di simile si verificò anche durante il trasferimento, quando i bianchi seguivano come avvoltoi le tracce di quella marcia chiamata Trail oftears, marcia delle lacrime e che rappresenta una macchia vergognosa nella storia dell'America del Nord.

Più di quattromila uomini morirono durante la marcia, per sfinimento, per fame e per malattia. I fornitori incaricati dal governo avevano di proposito consegnato provviste avariate e insufficienti e appoggiato quindi la vergognosa politica del loro amico Jackson. Stand Watie si era già trasferito a ovest e vi si era stabilito come proprietario di piantagioni. Nel 1836 sua moglie Betsy era morta di parto, e un secondo matrimonio contratto poco dopo si sciolse molto presto. I nemici del Treaty Party che naturalmente avevano tutto da perdere per il trasferimento, meditavano vendetta nella nuova patria.

by indianiamericani_altervista.org

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