Victorio

Victorio si dimostrò molto abile nel mettere in scacco sia i messicani che gli americani che lo inseguivano. Aveva trovato, infatti, un perfetto nascondiglio nelle Candelaia Mountains, da cui poteva seguire tutte le iniziative dei suoi nemici. Quindici messicani che si avvicinarono per convincerlo a lasciare il territorio non tornarono mai più indietro, così come i componenti del secondo gruppo sopraggiunto per salvarli. I successi di Victorio contro un nemico tanto più forte non dipendevano solo dal suo spirito combattivo e dagli innumerevoli trucchi che conosceva ma si basavano anche su un servizio molto ben organizzato di notizie, comunicazioni e segnalazioni. Venivano mandati segnali con gli specchi, avevano una rete di spie in tutti i dintorni, facevano correre i loro cavalli fino alla morte e si cibavano della loro carne.

Si rifornivano quindi di nuovi cavalli al ranch più vicino o li prendevano dai pastori messicani, con cui avevano un buon rapporto e da cui si procuravano anche armi, munizioni e viveri. L'esercito americano era quasi ridotto alla disperazione dalle fulminee azioni degli apaches e l'effetto delle notizie dei loro successi era ancora maggiore nella riserva. Sempre più numerosi erano gli indiani che, di notte, lasciavano la riserva per unirsi a Victorio. Ma i capi, nella riserva, mantennero il sangue freddo ed esortarono alla calma. Al contrario, nella loro furia cieca, gli ufficiali dell'esercito non fecero distinzione tra gli apaches pacifici e quelli bellicosi e usarono tutte le loro energie per distruggere le forze combattenti della tribù. Occorre sottolineare che i soldati impegnati a inseguire Victorio evitarono accuratamente di avvicinarglisi troppo. Per la prima volta riuscirono a vederlo alla fine del maggio 1880, per merito dei famosi scouts apaches; già il generale Crook aveva dovuto riconoscere che gli apaches avrebbero potuto essere sconfìtti solo con le loro stesse armi, cioè con l'aiuto della loro stessa gente.

Il capitano H.K. Parker trovò il nascondiglio di Victorio e, di notte, lo fece circondare e il mattino seguente aprì il fuoco uccidendo parecchi uomini, donne e bambini. Gli apache si difesero strenuamente e gli scontri durarono tutto il giorno, finché Parker e i suoi furono costretti a ritirarsi per mancanza di acqua ma riuscendo comunque a rubare 64 cavalli. La stampa americana parlò di questa vittoria con toni trionfanti. Victorio torno in Messico per rifornirsi di nuovi guerrieri e di cavalli freschi e quando, a fine giugno, ricomparve in Texas, si scatenò la più grande caccia all'apache a cui il Sud Ovest avesse mai assistito. Duemila soldati americani marciarono a ovest del Texas e a sud del New Mexico, e a loro si unirono i Texas Rangers e le milizie di volontari mentre a Chihuahua si radunarono le truppe messicane per tagliare la strada a Victorio. Il capo si vedeva ora incalzato da ogni parte.

A malapena riuscì a fuggire a un aggressore ma poco dopo cadde in un agguato, tesogli da un altro, ma con formidabile audacia riuscì ancora a salvarsi. Occorre inoltre sottolineare che l'azione comune di americani e messicani gli precludeva i rapidi sconfinamenti in Messico. A sud di El Paso si compì infine il suo destino. Nelle Tres Castillos Mountains, il 9 ottobre 1880, cadde in un agguato tesogli dai messicani. Gli apaches combatterono fino all'ultimo uomo e compirono autentici atti di eroismo fino a quando un tiratore scelto Tarahumara riconobbe Victorio nel tumulto e colpì il grande capo Mimbreno. Con lui persero la vita 86 guerrieri, solo pochi riuscirono a fuggire, mentre donne e bambini furono fatti prigionieri. Era morto uno dei più grandi e temuti capi apaches e la miglior prova della sua grande importanza è la seguente frase del generale Crook:.

Se fosse stato un bianco sarebbe entrato nella storia come uno dei più grandi condottieri che l'umanità abbia mai avuto.

Poco prima della battaglia il vicecapo di Victorio, Nana, aveva fatto una ricognizione della zona con un gruppo di guerrieri e il suo gruppo rimase incolume, Ciò che accadde poi rappresenta uno dei capitoli più incredibili della storia della conquista dell'America del Nord.

by indianiamericani_altervista.org

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L'arco e la frecciaL'arco e la freccia. Cultura dei nativi americani

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