Piccolo Lupo

Il giorno dopo, il 9 settembre 1878, gli Cheyennes del Nord si misero in movimento, lungo un cammino che avrebbe dovuto portarli, dopo oltre mille miglia, nella loro vecchia patria sul fiume Powder. Questo viaggio fu un tragico evento che dimostrava quanto fosse nel complesso sbagliata la politica americana per gli indiani: dall'impotenza dell'agente Miles al divieto del ministro Schurz. Due giorni dopo la partenza, gli Cheyennes furono raggiunti dai soldati che mandarono un esploratore Arapaho come intermediario per invitarli a tornare indietro. Ma Piccolo Lupo respinse così l'invito:

Noi andiamo a nord. Quando ci dichiarammo disposti a venire in questo paese, ottenemmo la promessa che avremmo potuto tornare indietro. Strada facendo non toccheremo nessun bianco e non attaccheremo nessuno se ci lascerete viaggiare in pace. Se però i soldati ci attaccheranno noi ci difenderemo.

I soldati attaccarono subito, ma senza successo, perché gli Cheyennes si erano astutamente nascosti nei canyons lì vicini e il mattino seguente erano scomparsi. Cominciò così uno dei capitoli più vergognosi della storia dell'esercito americano. Da tutti i forti dei dintorni, anche lontani mille miglia, giunsero soldati per inseguire gli Cheyennes: i coloni bianchi, rancheri e altri degni cittadini, si misero insieme, per fronteggiare il cosiddetto pericolo indiano. Alla fine più di tredicimila uomini armati si misero in marcia per annientare un gruppo di circa trecento persone, di cui solo ottanta guerrieri. Quel gruppo di scalmanati riuscì a uccidere alcuni vecchi, ma il grosso del gruppo, sotto l'astuto comando di Piccolo Lupo, raggiunse, dopo sei settimane, il fiume Platte. Dull Knife, a questo punto, consigliava di dirigersi verso l'agenzia di Nuvola Rossa per chiedergli aiuto.

Piccolo Lupo rifiutò, poiché la sua meta era la valle del fiume Tongue, patria del suo popolo. Gli Cheyennes si separarono e proseguirono in due direzioni diverse. Dull Knife e i suoi incapparono in una tempesta e furono accerchiati dai soldati. Durante le trattative, Dull Knife venne a sapere che in Nebraska non vi erano più riserve e che Nuvola Rossa e Coda Maculata ora si trovavano in Dakota. Dull Knife seguì rassegnato i soldati a Fort Robinson, dove il giorno dopo i suoi avrebbero dovuto deporre le armi. Durante la notte i guerrieri smontarono i fucili migliori e ne nascosero i pezzi sotto gli abiti. Quelle che consegnarono erano armi più o meno inutilizzabili.

Gli Cheyennes furono alloggiati in una baracca che avrebbe potuto ospitare al massimo la metà di quelle persone. All'inizio furono trattati amichevolmente, ma quando in dicembre giunse a Fort Robinson, un nuovo comandante, il capitano Wesseis, la situazione peggiorò. Anche Nuvola Rossa, che era giunto dal Dakota, non poté far altro che offrirsi di ospitare gli Cheyenne nella sua agenzia, beninteso con il consenso del presidente. Dull Knife sottolineò il suo comportamento amichevole:

Ti siamo riconoscenti per l'offerta di voler dividere la tua terra con noi e speriamo che il Grande Padre ci permetta di venire da voi. Vogliamo solo vivere in pace. Non voglio combattere con nessuno. Sono troppo vecchio per combattere.

Quattro settimane dopo giunse da Washington la desolante notizia che se gli Cheyennes avessero ottenuto il permesso di restare, il sistema delle riserve sarebbe stato minacciato. Ancora una volta aveva vinto, quanto a umanità e buon senso, il punto di vista del generale Sheridan. Il Ministro per gli Interni Schurz era d'accordo con il generale e gli Cheyennes furono invitati a tornare nel territorio indiano. Dull Knife rifiutò e gli furono perciò dati cinque giorni di riflessione. Si cercava inoltre di facilitare le riflessioni degli Cheyennes facendoli digiunare. Al termine di questo periodo, il capitano Wesseis fece convocare i capi. Dull Knife rifiutò e tutti quelli che ne seguirono l'esempio furono incatenati. Quando Dull Knife lo venne a sapere, dovette riconoscere che non vi era via d'uscita:

by indianiamericani_altervista.org

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L'arco e la frecciaL'arco e la freccia. Cultura dei nativi americani

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